Nov 12, 2019 Last Updated 11:15 AM, Aug 28, 2019

Il Presidente della Regione Mario Oliverio- informa un comunicato dell’Ufficio stampa della Giunta- in occasione, questo pomeriggio, della riapertura dell'ospedale di Praia a Mare è ritornato sul tema della sanità, lanciando un vero e proprio appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni e quindi al Ministro della Salute Lorenzin affinché possa essere superato il commissariamento della sanità in Calabria. "Come, tra l'altro, mostra l'esperienza dell'ospedale di Praia a Mare- ha affermato Oliverio- , per vedere riconosciuto un diritto occorre aspettare anni. Siamo in una regione la cui sanità è commissariata dal 2010; piuttosto che mettere in atto una strategia volta a tagliare sprechi, a razionalizzare l'uso delle risorse, a migliorare i servizi si è pensato a fare tagli lineari, come quello che ha riguardato l'ospedale di Praia e non solo. È aumentato il numero dei calabresi che si curano fuori, oggi abbiamo superato i 300 milioni di unità , registrando il 30% di aumento; le liste di attesa sono cresciute, come i costi. La qualità delle prestazioni si è indebolita, per via dei vincoli scattati, come quello del blocco del turnover, con 4000 unità in meno rispetto al 2010. Il risultato di questa gestione è drammaticamente pagato dai calabresi.” “ Mi rivolgo- ha aggiunto il Presidente della Regione- all'onorevole Gentiloni: non è possibile più mantenere la Calabria in questa condizione. Chiedo anche al Ministro della Sanità Lorenzin di adottare un provvedimento che rimuova immediatamente questa situazione intollerabile. Ora basta. Se entro fine novembre non si porrà fine a questa grave situazione sarò costretto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi per chiedere giustizia per la mia regione. L’Italia intera deve conoscere la condizione vergognosa, di disparità dei diritti, nella quale viene costretta la mia regione. "

 

“Ho posto, e insisto, un problema di legittimità e di opportunità in una fase transitoria che trova fondamento nella Legge di bilancio 2017, approvata definitivamente dal Senato della Repubblica l’11 dicembre 2016 e divenuta legge n.32 del 21 dicembre 2016. Il voto, poi, unanime del Consiglio Regionale della Calabria testimonia una preoccupazione fondata e universalmente condivisa, cosa né rituale e né scontata, che certifica le gravi lacerazioni e le tensioni prodotte dall’agire del Commissariato. Il rivolgersi al Consiglio Regionale, dal piedistallo, rifugiandosi nelle azioni giurisdizionali, denota una scarsa cultura istituzionale. Si tenta, inoltre, maldestramente di contrapporre interessi e bisogni diversi. Ma andiamo ai fatti: l’approvazione definitiva al Senato della Legge di bilancio 2017, avvenuta l’11 dicembre 2016, che al comma 395 rimuove l’incompatibilità tra le funzioni di Presidente della Regione e quella di Commissario ad acta, avrebbe dovuto consigliare ad un rappresentante dello Stato di astenersi dall’assumere scelte strategiche con ricadute negli anni avvenire. La struttura che Lei presiede, invece di fare ciò, come ovvia conseguenza istituzionale ha, e lo risottolineo, in modo assai sospettoso, accelerato provvedimenti in maniera unilaterale, senza la dovuta istruttoria e senza la convalida amministrativa e di legittimità, sia da parte dei settori che da parte della Direzione generale del Dipartimento regionale.

Procedimento inusuale che di fatto priva i provvedimenti della necessaria istruttoria e della garanzia procedimentale e quindi di legittimità. Tale comportamento è uno sfregio alla volontà espressa dal Parlamento, un comportamento che un rappresentante dello Stato non può consentirsi. Ma andiamo anche al merito dei provvedimenti: si approva un Piano delle assunzioni a tempo indeterminato (le proroghe non sono state oggetto di osservazioni, ma sono da considerare un fatto scontato e dovuto), su 616 unità si prevedono solo 16 dirigenti medici, di cui 4 per la cardiochirurgia di Reggio Calabria, mentre per gli hub di RC, CZ e CS si prevedono solo 6 dirigenti medici e, ancora, per l’ASP di CS, la più grande della Calabria, non si prevede l’assunzione di nessun dirigente medico. Dopo 6 anni di commissariamento ogni giorno registriamo i primi posti in tutti gli indicatori negativi. La nostra azione è mossa esclusivamente da una quotidiana preoccupazione tesa a migliorare l’offerta sanitaria nella nostra regione. Altro che bramosia di occupazione del potere. Ma di quali nuovi servizi si parla? Con questo Piano, a breve, chiuderanno altri servizi, altro che attivarne di nuovi! La programmazione non può essere fatta a spezzoni; ha bisogno di un quadro organico per poter decidere priorità e strategie. Lei ha deciso, impropriamente, di partire dalla coda, noi vogliamo partire dalla testa, ciò anche alla luce del fatto che non tutti i fabbisogni di personale possono essere soddisfatti per le note vicende di compatibilità economiche, quindi, è oltremodo necessario una visione di insieme.

È tanto vero che solo dopo le mie esternazioni si è accorto della necessità di censire il fabbisogno dei dirigenti medici. Quanto poi ai budget assegnati agli erogatori privati accreditati si prevede un aumento di spesa senza indicare la fonte del finanziamento aggiuntivo. Inoltre, già nel decreto sulla assegnazione dei budget per l’anno 2016 si era stabilito di affidare alle Aziende Sanitarie la definizione dei budget per i singoli erogatori. Per amor di Patria, non faccia riferimento all’ emigrazione sanitaria passiva che ha raggiunto, sotto la Sua gestione, il tetto massimo nella storia della sanità calabrese, oltre ad essere proporzionalmente la più alta di Italia. Quanto ai tempi di emanazione dei provvedimenti, sempre per quanto riguarda i budget, solo nel 2015, tra atti primari e integrazioni, sono stati assunti ben 9 decreti; persino il 31/12/2015 è stato emanato un decreto di assegnazione riferito all’anno ormai concluso. Di quale rivoluzione parla? E poi, infine, è assai singolare che Lei inciti a contenziosi giurisdizionali. Non Le è bastata la mole dei contenziosi rimediati in questi anni sia da parte degli erogatori privati accreditati che da parte di tante istituzioni pubbliche? Le rinnovo l’invito a sospendere provvedimenti che nei fatti sono pasticciati e dannosi ed a non assumerne ulteriori”.

Distinti saluti.

Gerardo Mario Oliverio.

La volontà espressa del Parlamento dovrebbe essere sempre custodita, prima fra tutti dagli organi dello Stato. Negli ultimi giorni, la Struttura Commissariale calabrese ha tenuto comportamenti molto gravi, con una anomala accelerazione dopo il voto del Parlamento sulla Legge di Bilancio 2017. Sono stati adottati provvedimenti di natura strategica che impegnano attività e risorse dei prossimi anni, oltretutto senza l'acquisizione dell'istruttoria preventiva del Dipartimento regionale, richiesta dalla legge: budget per le attività private accreditate; piani di assunzioni di personale a tempo indeterminato; stralci di piani territoriali delle Aziende Sanitarie. Tutto ciò sta determinando tensioni fortissime e nei territori coinvolti e forti perplessità tra i rappresentanti degli enti sanitari e degli enti locali, oltre che degli erogatori privati, tanto che il Consiglio regionale all'unanimità ha approvato una mozione che mi impegna ad assumere tutte le iniziative tese a scongiurare atti della Struttura Commissariale illegittimi o quantomeno inopportuni nella presente fase di transizione, in attesa delle determinazioni del Consiglio dei Ministri. Con separata nota ho provveduto a rappresentare le necessarie rimostranze anche alla Struttura Commissariale. Ti chiedo di voler intervenire affinchè sia assicurato il rispetto della legge e della volontà del Parlamento.

"Come Le sarà certamente noto, il Consiglio Regionale, nella seduta del 21 dicembre 2016, ha approvato una mozione con la quale mi impegna ad assumere ogni iniziativa finalizzata a rimediare all'illegittimità di alcuni decreti da Lei recentemente adottati e, in particolare, l'approvazione del piano delle assunzioni a tempo indeterminato di personale del SSR la definizione del livello massimo di finanziamento, per l'anno 2017, delle strutture erogatrici di prestazioni ospedaliere, nonché territoriali, quest'ultimo assunto successivamente al predetto deliberato del Consiglio Regionale. Tali provvedimenti risultano tutti meramente distributivi di risorse economiche e illegittimi per mancanza di istruttoria e conseguentemente privi di idonea motivazione in ordine ai bisogni di salute dei cittadini calabresi (vengono utilizzati dati relativi al 2013 ignorando quelli del 2015, già disponibili), indispensabile requisito di legittimità di ogni provvedimento amministrativo. L'ampio dibattito sviluppatosi in seno alla più alta rappresentanza regionale ha evidenziato l'illegittimità o quantomeno l'inopportunità dei Suoi provvedimenti, laddove assumono scelte strategiche, con inevitabili ricadute negli anni futuri, peraltro in assenza dei necessari requisiti di legittimità. Non posso non evidenziare che la Sua sollecitudine nella illegittima distribuzione delle risorse trova una strana coincidenza con l'approvazione della Legge di Bilancio 2017 che, non Le sarà sfuggito, rimuove l'incompatibilità di funzioni tra Presidenti di regione e Commissari ad acta per il debito. In attesa delle determinazioni del Consiglio dei Ministri sul punto, sarebbe stato doveroso soprassedere nell'assunzione di provvedimenti di rilevanza strategica sulle politiche sanitarie regionali. La invito, pertanto, a voler procedere alla sospensione dei provvedimenti adottati, al fine di una più compiuta e approfondita analisi dei bisogni di salute della popolazione calabrese ed anche per evitare l'insorgere di controversie giudiziarie tra Regione e Struttura Commissariale".

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