Nov 12, 2019 Last Updated 11:15 AM, Aug 28, 2019

Il Presidente della Regione, Mario Oliverio, ha partecipato, insieme al capogruppo in Consiglio regionale Sebi Romeo e al coordinatore provinciale del Pd, Giovanni Puccio, all’inaugurazione della nuova sede del Partito Democratico di Mammola. L’incontro, presieduto dal segretario cittadino, Nensi Spatari, ha visto la presenza di numerosi iscritti e simpatizzanti. Nel corso del suo intervento conclusivo, Oliverio ha rivendicato i risultati ottenuti in questi anni, nel Paese e in Calabria, dai governi guidati dal Pd. “Agli smemorati, a coloro che si dilettano e sono maestri di disinformazione, nel tentativo di rimuovere la memoria -ha detto il Presidente della Regione- vorrei ricordare che quattro anni fa il Paese era sull’orlo del baratro, sia a livello economico che occupazionale che sul piano della credibilità europea ed internazionale. In questi anni si è lavorato molto per rimettere l’Italia sulla giusta carreggiata e se siamo usciti dalla situazione drammatica in cui ci trovavamo, nonostante i limiti e qualche errore commesso, è stato proprio grazie all’impegno dei governi Renzi e Gentiloni. In questo contesto, anche il Mezzogiorno e la Calabria hanno avuto l’attenzione che meritavano. Finalmente su questa parte del Paese, che per lungo tempo era stata cancellata e abbandonata a se stessa dai governi precedenti, si sono riaccesi i riflettori. Sono state stanziate risorse consistenti e messi in campo programmi e investimenti considerevoli concertati con le Regioni. A livello regionale abbiamo predisposto una serie di programmi operativi che cominciano a dare i primi frutti, creando nuove possibilità di lavoro e occasioni di crescita. L’elenco è lungo e non mi consente di dilungarmi. Voglio solo ricordare che abbiamo destinato risorse importanti al rafforzamento delle infrastrutture per togliere la Calabria dalla perifericità e dall’isolamento. Ci siamo fatti carico del problema dei precari creando le condizioni per consentire a 5000 lavoratori Lsu ed Lpu di maturare il diritto alla stabilizzazione. Abbiamo riconquistato la credibilità perduta sia a livello nazionale che europeo. Ogni giorno pubblichiamo bandi e mettiamo in campo risorse per offrire alla Calabria e ai calabresi mezzi e strumenti per uscire dalla situazione fangosa in cui abbiamo trovato questa regione. Su questa strada vogliamo continuare a camminare, con la chiara consapevolezza che il cammino è irto di ostacoli, che i nemici del cambiamento sono tanti e che i problemi drammatici e annosi che abbiamo ereditato non possono essere risolti, dalla sera alla mattina, con un colpo di bacchetta magica. Il Pd deve essere orgoglioso di questi risultati, rivendicandoli con determinazione e continuando ad ascoltare e a raccogliere le domande e le proposte che vengono dalla società civile”. “In questa prospettiva -ha aggiunto Oliverio- il ruolo dei circoli è fondamentale. La loro funzione, infatti, è quella di informare e ascoltare i cittadini su quello che è stato fatto e su ciò che si intende fare. Quando tutto questo non avviene diventa estremamente difficile governare e fare politica e gli stessi cittadini fanno fatica a riconoscere ed apprezzare il valore delle nostre azioni e a darci la loro fiducia e il loro consenso. Ecco perché è importante che iniziative come queste si moltiplichino e che i circoli ritornino ad essere luoghi di confronto e di discussione. I problemi che abbiamo davanti, che sono tanti e complessi -ha concluso il Presidente della Giunta regionale- si possono affrontare e risolvere solo se si lavora insieme, se si determinano i giusti orientamenti nei cittadini, se soprattutto ai nostri giovani e alle nostre ragazze si offre la possibilità di ritrovarsi e di seguire la strada dell’associazionismo per affrontare i problemi che viviamo in questo tempo che sono enormi e che nessuno può affrontare da solo, rinchiudendosi e stando lontano dai luoghi come questo in cui, attraverso il confronto, tutto diventa più facile. “In questo senso -ha concluso il Presidente della Regione- saluto l’inaugurazione del Circolo del Pd di Mammola come un contributo alla democrazia e alla partecipazione e mi auguro che questo importante strumento possa diventare luogo di elaborazione di idee e proposte e momento di crescita soprattutto per le nuove generazioni”

“Ringrazio Carlo Guccione e Giuseppe Mazzuca per la scelta unitaria compiuta. Una scelta che parte dalla consapevolezza della fase difficile che stiamo vivendo e dal ruolo di responsabilità e di governo che il nostro partito riveste a livello nazionale, regionale e provinciale” E’ quanto ha affermato, tra l’altro, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, concludendo i lavori dell'assemblea provinciale del Pd che si è svolta questa mattina a Cosenza nella Sala Nova della Provincia sul tema: "L'unità del Pd è la forza motrice del cambiamento”. “Purtroppo -ha aggiunto Oliverio- quella che ci siamo lasciati alle spalle è una stagione in cui sono prevalse polemiche e divisioni che hanno determinato anche una scissione, seppur limitata, all’interno del nostro partito. E’ prevalsa una impostazione tutta ripiegata su noi stessi e tesa prevalentemente all’affermazione di equilibri interni che hanno posto spesso in secondo piano i problemi veri che si agitano nella società e tra la nostra gente. Ora si apre una fase nuova in cui, dall’esito delle elezioni politiche, dipenderà la prospettiva del nostro stesso partito. La posta in gioco non riguarda l’elezione di Caio o di Sempronio, ma il futuro di una grande forza politica come la nostra, nata dieci anni or sono per unire le forze del centrosinistra, per costituire un’alternativa al centrodestra e per collocare, con un peso rilevante, l’Italia in Europa, in una prospettiva di crescita e di sviluppo. Senza un forte partito in campo, qualsiasi azione di governo e anche le scelte e i cambiamenti più importanti risultano limitati e ininfluenti. La funzione della politica non può essere solo quella di mettere in campo un progetto al quale ancorare un’azione di governo, ma anche di far vivere quel progetto nelle articolazioni sociali di una regione come la nostra perché possa diventare motore di crescita e di trasformazione. Purtroppo, in questi anni abbiamo registrato un forte deficit da questo punto di vista. Ora dobbiamo cambiare rotta e mettere definitivamente da parte divisioni e lacerazioni che, inevitabilmente, ridimensionano e rendono ininfluente ogni azione di governo ed ogni forma di cambiamento. Questa è la grande responsabilità a cui ognuno di noi è chiamato in questo momento. Da qui, da Cosenza e dalla sua provincia, che è la più grande della Calabria, può venire una spinta importante che dovrà necessariamente riverberarsi su tutto il territorio regionale e sull’intero corpo del nostro partito”. “Da circa due anni e mezzo -ha proseguito il Presidente Oliverio- governiamo la regione più difficile d’Italia. Abbiamo ereditato una situazione disastrosa che era praticamente impossibile trasformare dalla sera alla mattina. In questi anni abbiamo lavorato sodo per mettere in campo risorse ed iniziative importanti e per porre la nostra regione, che negli anni passati era stata letteralmente fatta deragliare, sul binario giusto. Di fronte alla gravità dei problemi non abbiamo arretrato di un millimetro e non ci siamo fatti travolgere dall’emergenza, ma abbiamo posto le condizioni per dispiegare nell’economia e nella società calabrese azioni che, in futuro, avranno una forte incidenza e determineranno un decisivo cambiamento strutturale nella vita della nostra regione. Abbiamo aperto i primi cantieri e stiamo investendo risorse importanti che stanno finalmente entrando nel sistema economico e nella vita della nostra terra e della nostra gente. Tutto ciò, però, richiede una forte azione politica, una partecipazione attiva dei cittadini e degli iscritti ed un forte radicamento del partito sul territorio. I circoli devono diventare luoghi in cui si riaprono gli spazi di confronto e di partecipazione reale della nostra gente alle scelte e alle decisioni. Il congresso, ancor più oggi che si realizza questo approdo unitario e viene meno la tentazione della conta a tutti i costi, deve diventare momento di dibattito e di riflessione profonda sui gravi problemi che affliggono la Calabria. Se faremo questo i congressi diventeranno un’occasione perché l’unità si propaghi in modo diffuso sul territorio e diventi un dato caratterizzante della costruzione del Pd. Anche i diversi punti di vista avranno maggiore possibilità di esprimersi liberamente, senza l’assillo di alcun condizionamento”. “Io credo -ha concluso Oliverio- che ci siano tutte le condizioni perché, a partire dalla nostra unità, si possano determinare profondi cambiamenti nella vita della Calabria. La nostra più grande ambizione non è quella di accontentarci o di galleggiare a tutti i costi. Abbiamo sciolto 19 società partecipate, abbiamo chiuso i mulini delle clientele e degli sprechi e stiamo riordinando gli enti subregionali che abbiamo commissariato. Per quanto mi riguarda intendo continuare a camminare su questa linea in modo determinato, senza fare sconti a me stesso e a nessun altro, perché sono convinto che solo attraverso questa strada, che deve vedere il Pd protagonista principale, si possa costruire il recupero di prospettive migliori per la nostra regione e un recupero di credibilità della politica, tenendo presente che da soli non ce la facciamo e che occorre anche andare oltre lo stesso Pd. Andare oltre significa avere più attenzione a esperienze di civismo democratico che ci sono, si organizzano e si muovono in Calabria. Sto già pensando di promuovere, in tal senso, un incontro di confronto con queste realtà per stabilire, se possibile, un cammino comune. Oggi abbiamo posto un mattone importante perché si possa realizzare anche questo percorso. Se proseguiremo su questa strada renderemo un servizio importante alla Calabria, prima ancora che al Partito Democratico”.

“Mi auguro che si ponga fine ad una furia distruttiva, sempre meno celata, in atto nel dibattito interno al Partito Democratico. E' da irresponsabili incentivare o promuovere ipotesi scissionistiche, ma anche insistere su posizionamenti politici autoreferenziali o in un gioco finalizzato alle prevalenze correntizie. Chi si attarda su queste posizioni intende minare nel profondo la credibilità del PD. Bisogna mettere da parte atteggiamenti irresponsabili e cimentarsi in un inedito sforzo politico, programmatico e valoriale per rilanciare la mission del PD. Le ambizioni personali e correntizie non possono frapporsi al dispiegamento di un PD capace di assolvere la funzione motrice per un'opera di cambiamento sociale ed istituzionale. Lo svolgimento del congresso non va ridotto al perseguimento di miserevoli obiettivi per il potere e rendite personalistiche. Il confronto congressuale dovrà concentrarsi sugli interessi generali del Paese. Va recuperato lo spirito originario e fondativo del PD inteso come partito popolare, pluralista e di massa. Bisogna coniugare le tradizioni storiche, politico-culturali con la capacità di introdurre forti innovazioni per un progetto che sia all'altezza di fronteggiare le nuove contraddizioni delle società contemporanee. Al PD è affidato il compito di guidare la controffensiva per fermare i populismi e le destre europee. Questa è la giusta interpretazione affinché si possa svolgere un congresso capace di selezionare una leadership fortemente caratterizzata dai contenuti e mettere al bando ogni tentazione verso una conta aridamente nominalistica. Il problema dunque non è quello dei tempi della durata del percorso congressuale ma quello dei progetti e dei contenuti che saranno messi in campo. Dalla Calabria vogliamo privilegiare questa concezione. Ai calabresi interessa "prima di tutto la Calabria". Il PD dovrà essere il luogo dove coniugare la rappresentanza degli interessi territoriali con quella dell'interesse generale. Serve un partito federato, fortemente ancorato ai valori della Sinistra europea e ad una funzione nazionale capace di riscrivere un nuovo Patto di civiltà e di coesione sociale fra gli italiani, in una Europa che dovrà necessariamente fare i conti con le nuove domande che provengono dai diversi Sud e dall'area del Mediterraneo”.

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