Nov 12, 2019 Last Updated 11:15 AM, Aug 28, 2019

Il Presidente della Regione, Mario Oliverio, questa mattina ha partecipato alla cerimonia inaugurale di “Aurea 2016”, la Borsa del turismo religioso e delle aree protette in programma oggi e domani a Paola presso il Santuario di San Francesco. Alla manifestazione di apertura dell'importante manifestazione internazionale patrocinata dalla Regione e dalla Conferenza Episcopale Italiana, sono intervenuti anche l'Assessore al Turismo, sport e spettacolo della Regione Sicilia Anthony Emanuele Barbagallo, il Direttore dell'Ufficio per la Pastorale del Tempo libero e Turismo della CEI Mons. Mario Lusek, Basilio Ferrari, Sindaco della Città di Paola, padre Gregorio Colatorti, Rettore Provinciale dei Minimi di San Francesco di Paola ed il Dirigente Generale del Dipartimento regionale "Turismo" Pasquale Anastasi. I lavori del convegno di apertura dell’evento sono stati coordinati da Maurizio Boiocchi, direttore responsabile della rivista "Luoghi e Cammini di Fede"ed esperto di turismo religioso. “La Calabria -ha detto il Presidente della Giunta regionale nel corso del suo intervento- anche quest’anno ha registrato un incremento delle presenze turistiche. Abbiamo superato il 17% delle presenze in più per quanto riguarda il turismo internazionale, mentre per il turismo nazionale siamo ad un incremento del 10%. Finora abbiamo lavorato per invertire il trend e abbiamo realizzato risultati importanti. Riteniamo, però che ci siano ancora grandi potenzialità e margini di crescita. Della domanda turistica nazionale, finora solo il 15% è stata rivolta al Mezzogiorno che, quindi, può e deve allargare in futuro la sua offerta ed espanderla, diventando una grande risorsa per tutto il Paese. Ciò è possibile se si supera la frammentarietà e ci si presenta sul mercato nazionale con una proposta unitaria. Per questo motivo oggi saluto positivamente la presenza quì anche della Regione Sicilia”. “La seconda questione che dobbiamo celermente affrontare e risolvere –ha proseguito il Presidente della Giunta regionale calabrese- riguarda l’accessibilità del Mezzogiorno. Stiamo investendo molto in questa direzione. Proprio in questi giorni sarà pubblicata una manifestazione di interesse di undici milioni di euro che dovrà servire a consolidare e rafforzare le nostre rotte aeree. Nella charteristica abbiamo già avuto quest’anno un discreto incremento di presenze, ma c’è ancora uno spazio enorme su cui si può e si deve lavorare. Per intercettare la domanda è importante specializzare l’offerta. Il turismo religioso e quello naturalistico sono due settori a cui dovremo prestare grande attenzione e cura. Abbiamo un patrimonio enorme da mettere a disposizione di quanti decidono di venire nelle nostre regioni. In questo senso utilizzeremo le risorse della Programmazione comunitaria 2014-2020 attraverso proposte mirate di cui già sono stati pubblicati i primi bandi. Abbiamo allocato risorse importanti nel Patto per la Calabria che abbiamo sottoscritto il 30 aprile scorso con il governo nazionale, sia in direzione della valorizzazione del patrimonio culturale che di quello turistico. Siamo ad una svolta decisiva perché il Mezzogiorno possa proporsi come meta a livello internazionale con maggiore presenza ed efficacia sui mercati. Chiaramente tutto ciò comporta un’attenzione maggiore sia dal punto di vista dell’offerta e che della formazione e anche in questo senso stiamo lavorando ed investendo risorse”. “A proposito di accessibilità del Mezzogiorno –ha aggiunto Oliverio- non posso esimermi di intervenire su un tema che in questi giorni è tornato di grande attualità e che riguarda la costruzione o meno del ponte sullo Stretto. La nostra posizione è chiara. Noi riteniamo che questa grande infrastruttura possa essere il punto terminale di una grande progetto, che deve essere realizzato con grande sollecitudine, di modernizzazione infrastrutturale del Mezzogiorno. Dobbiamo recuperare un ritardo che è dato dal fatto che l’alta velocità si ferma a Salerno. In tal senso abbiamo presentato al governo una proposta attraverso la quale abbiamo dimostrato che è possibile estendere l’alta velocità fino a Reggio Calabria ad un costo/chilometro di quindici milioni di euro, a differenza di quello che è stato il costo dell’alta velocità già realizzata nel Paese che è stato di circa 60 milioni di euro. Abbiamo indicato il “modello spagnolo” e abbiamo dimostrato che è possibile anche la sostenibilità finanziaria del progetto. Il ponte, una volta realizzato il progetto, costituirà il naturale prolungamento verso la Sicilia e, attraverso di esso, l’alta velocità potrà raggiungere le altre due direttrici che sono Palermo e Catania”. “Solo così -ha concluso il presidente della Regione- il Paese sarà davvero unito e il Mezzogiorno potrà uscire definitivamente dall’attuale condizione di marginalità”.

“La Regione Calabria ha deciso di costituire un comitato per ricordare la figura di Corrado Alvaro. Per animare questa operazione, ho inteso costituire un tavolo di lavoro che si riunirà il 24 novembre prossimo nella sede della Presidenza della Regione a Catanzaro e che sarà composto da tutti Rettori delle Università calabresi, ma anche dai Rettori calabresi di altre Università italiane, assieme ad alcuni scrittori calabresi che sono divenuti protagonisti della narrativa italiana degli ultimi anni e alla Fondazione che porta il nome di Alvaro. Un tentativo di largo respiro e che è ambizioso in cui, per l’Unical, sono stati invitati a partecipare i professori Vito Teti e Nuccio Ordine, ma si tratta di un coinvolgimento che vuole allargarsi a tutta la comunità scientifica e specializzata sul tema”.

E’ quanto ha annunciato il Presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo questa mattina al convegno promosso dall’Università della Calabria sul tema: “Alvaro tra Calabria, Mediterraneo ed Europa. Riflessioni nel sessantesimo della morte dello scrittore”.

“Vogliamo cercare di portare -ha aggiunto- nuova luce sulla produzione di questo apprezzato autore calabrese, offrendo l’occasione alle giovani generazioni di confrontarsi con un narratore europeo d’eccezione, nato e cresciuto in una terra difficile, anzi difficilissima, eppure in grado di affermarsi tra i grandi della letteratura italiana e del giornalismo,  proprio perché ha puntato sullo studio, sulla cultura, sulla coltivazione della propria intelligenza, sulla frequentazione dei saperi. Vogliamo lanciare un messaggio di fiducia di forte impatto per i nostri giovani. E la scuola e l’Università saranno le due interlocutrici privilegiate per noi in questo anno di riflessioni. L’attività di queste celebrazioni si sostanzieranno in gran parte nel 2017, che è l’anno in cui ricorrono i cento anni dalla prima vera e propria pubblicazione letteraria di Alvaro, Poesie grigioverdi, del 1917 appunto. Un anno significativo perché è quello più emblematico della Grande Guerra a cui Alvaro ha partecipato e sulla quale ha lasciato pagine indimenticabili. La casa editrice Bompiani, per l’appunto, e non a caso, ha recentemente ripubblicato il romanzo alvariano “Vent’anni”.

L’utilità di queste celebrazioni risiede anche nella risposta ad una necessità che avverto: abbiamo bisogno senza dubbio di esempi positivi, di ciò che di meglio la Calabria ha offerto alla cultura europea e mediterranea nella sua lunga storia, per scrollarci di dosso l’immagine passiva che troppo spesso proiettiamo su di noi e fuori dai nostri confini regionali. Non dobbiamo mai smettere di interrogarci sulle ataviche problematiche di questa nostra terra e sulle possibili soluzioni e l’opera di Alvaro in questo è preziosissima. Ma, d’altro canto, abbiamo la fortuna di poterci accompagnare a straordinari ambasciatori della Calabria nella cultura italiana e occidentale. Vogliamo lavorare su queste figure. Alcune sono nel tempo più vicine, altre più lontane e lo vogliamo fare con strumenti diversificati, dal potenziamento della lettura in Calabria, alla promozione e alla diffusione della produzione artistica e culturale, all’utilizzo di forme espressive come il cinema e il teatro su cui stiamo puntando. È innanzitutto un investimento che dobbiamo fare per la consapevolezza di noi stessi, di chi siamo, di quale comunità siamo parte. Un aspetto spesso troppo debole del calabrese che pensa sé stesso. Forse perché poco conosce di sé e della sua storia.

Corrado Alvaro è il naturale punto di partenza di ogni riflessione sulla Calabria. Lo sentiamo vicino perché rappresenta la coscienza critica della Calabria e può dirci ancora molto, può fornirci chiavi di lettura sul mondo attraverso lo strumento affascinante della narrazione, con tutto il bagaglio di emozioni e suggestioni che dalla Calabria si è sempre portato dietro”.

“Il titolo di questo interessantissimo convegno –ha sottolineato Oliverio- dà il senso di ampiezza, ben oltre i confini nazionali, dell’opera e del percorso intellettuale di Alvaro, anche grazie alla sua attività di inviato o corrispondente per prestigiose testate nazionali all’estero (come La Stampa e Il Mondo). La poliedricità degli interessi dell’Autore aspromontano, dalla poesia, al giornalismo, alla narrativa, dal teatro al reportage fino alla sceneggiatura per il cinema italiano è la ragione per la quale dobbiamo tenere in grande considerazione l’eredità culturale che Alvaro ci ha consegnato. Su questa dobbiamo interrogarci e a questa dobbiamo attingere per guardare con criticità al presente, non soltanto della Calabria.

“Penso -ha concluso Oliverio- di poter dire che ogni calabrese dovrebbe essere grato a Corrado Alvaro per aver dato alla Calabria la possibilità di misurarsi sulla scena letteraria del Novecento con una forza espressiva riconosciuta. Quanta soddisfazione avranno provato i nostri corregionali più informati, nel 1951, quando Corrado Alvaro vinse il Premio Strega con l’opera Quasi una vita, battendo quattro grandi come Alberto Moravia, Carlo Levi, Mario Soldati e Domenico Rea! Un vanto che è ancora il nostro e che deve essere produttivo. Per questo è doveroso, da parte nostra, proseguire nell’opera di rileggere Alvaro e di immaginarlo ancora capace di parlarci e di aprirci gli occhi sul mondo di ieri ma anche su quello di oggi”

“La Regione Calabria ha deciso di costituire un comitato per ricordare la figura di Corrado Alvaro. Per animare questa operazione, ho inteso costituire un tavolo di lavoro che si riunirà il 24 novembre prossimo nella sede della Presidenza della Regione a Catanzaro e che sarà composto da tutti Rettori delle Università calabresi, ma anche dai Rettori calabresi di altre Università italiane, assieme ad alcuni scrittori calabresi che sono divenuti protagonisti della narrativa italiana degli ultimi anni e alla Fondazione che porta il nome di Alvaro. Un tentativo di largo respiro e che è ambizioso in cui, per l’Unical, sono stati invitati a partecipare i professori Vito Teti e Nuccio Ordine, ma si tratta di un coinvolgimento che vuole allargarsi a tutta la comunità scientifica e specializzata sul tema”. E’ quanto ha annunciato il Presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo questa mattina al convegno promosso dall’Università della Calabria sul tema: “Alvaro tra Calabria, Mediterraneo ed Europa. Riflessioni nel sessantesimo della morte dello scrittore”. “Vogliamo cercare di portare -ha aggiunto- nuova luce sulla produzione di questo apprezzato autore calabrese, offrendo l’occasione alle giovani generazioni di confrontarsi con un narratore europeo d’eccezione, nato e cresciuto in una terra difficile, anzi difficilissima, eppure in grado di affermarsi tra i grandi della letteratura italiana e del giornalismo, proprio perché ha puntato sullo studio, sulla cultura, sulla coltivazione della propria intelligenza, sulla frequentazione dei saperi. Vogliamo lanciare un messaggio di fiducia di forte impatto per i nostri giovani. E la scuola e l’Università saranno le due interlocutrici privilegiate per noi in questo anno di riflessioni. L’attività di queste celebrazioni si sostanzieranno in gran parte nel 2017, che è l’anno in cui ricorrono i cento anni dalla prima vera e propria pubblicazione letteraria di Alvaro, Poesie grigioverdi, del 1917 appunto. Un anno significativo perché è quello più emblematico della Grande Guerra a cui Alvaro ha partecipato e sulla quale ha lasciato pagine indimenticabili. La casa editrice Bompiani, per l’appunto, e non a caso, ha recentemente ripubblicato il romanzo alvariano “Vent’anni”. L’utilità di queste celebrazioni risiede anche nella risposta ad una necessità che avverto: abbiamo bisogno senza dubbio di esempi positivi, di ciò che di meglio la Calabria ha offerto alla cultura europea e mediterranea nella sua lunga storia, per scrollarci di dosso l’immagine passiva che troppo spesso proiettiamo su di noi e fuori dai nostri confini regionali. Non dobbiamo mai smettere di interrogarci sulle ataviche problematiche di questa nostra terra e sulle possibili soluzioni e l’opera di Alvaro in questo è preziosissima. Ma, d’altro canto, abbiamo la fortuna di poterci accompagnare a straordinari ambasciatori della Calabria nella cultura italiana e occidentale. Vogliamo lavorare su queste figure. Alcune sono nel tempo più vicine, altre più lontane e lo vogliamo fare con strumenti diversificati, dal potenziamento della lettura in Calabria, alla promozione e alla diffusione della produzione artistica e culturale, all’utilizzo di forme espressive come il cinema e il teatro su cui stiamo puntando. È innanzitutto un investimento che dobbiamo fare per la consapevolezza di noi stessi, di chi siamo, di quale comunità siamo parte. Un aspetto spesso troppo debole del calabrese che pensa sé stesso. Forse perché poco conosce di sé e della sua storia. Corrado Alvaro è il naturale punto di partenza di ogni riflessione sulla Calabria. Lo sentiamo vicino perché rappresenta la coscienza critica della Calabria e può dirci ancora molto, può fornirci chiavi di lettura sul mondo attraverso lo strumento affascinante della narrazione, con tutto il bagaglio di emozioni e suggestioni che dalla Calabria si è sempre portato dietro”. “Il titolo di questo interessantissimo convegno –ha sottolineato Oliverio- dà il senso di ampiezza, ben oltre i confini nazionali, dell’opera e del percorso intellettuale di Alvaro, anche grazie alla sua attività di inviato o corrispondente per prestigiose testate nazionali all’estero (come La Stampa e Il Mondo). La poliedricità degli interessi dell’Autore aspromontano, dalla poesia, al giornalismo, alla narrativa, dal teatro al reportage fino alla sceneggiatura per il cinema italiano è la ragione per la quale dobbiamo tenere in grande considerazione l’eredità culturale che Alvaro ci ha consegnato. Su questa dobbiamo interrogarci e a questa dobbiamo attingere per guardare con criticità al presente, non soltanto della Calabria. “Penso -ha concluso Oliverio- di poter dire che ogni calabrese dovrebbe essere grato a Corrado Alvaro per aver dato alla Calabria la possibilità di misurarsi sulla scena letteraria del Novecento con una forza espressiva riconosciuta. Quanta soddisfazione avranno provato i nostri corregionali più informati, nel 1951, quando Corrado Alvaro vinse il Premio Strega con l’opera Quasi una vita, battendo quattro grandi come Alberto Moravia, Carlo Levi, Mario Soldati e Domenico Rea! Un vanto che è ancora il nostro e che deve essere produttivo. Per questo è doveroso, da parte nostra, proseguire nell’opera di rileggere Alvaro e di immaginarlo ancora capace di parlarci e di aprirci gli occhi sul mondo di ieri ma anche su quello di oggi”.

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