Nov 12, 2019 Last Updated 11:15 AM, Aug 28, 2019

“Ho ritenuto doveroso convocare un incontro con il partenariato della città e della provincia di Cosenza per fornire una informazione dettagliata sul lavoro che è stato portato avanti in questi mesi in relazione alla realizzazione della metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical”. E’ quanto ha detto il Presidente della Regione, Mario Oliverio, spiegando i motivi che lo hanno indotto a convocare, per questa mattina, presso la sede ex Inapli di Cosenza, i rappresentanti del partenariato socio-economico di Cosenza e provincia. “A partire dall’autunno scorso, dopo la pausa per la campagna elettorale che ha riguardato la città di Cosenza –ha spiegato Oliverio- abbiamo ritenuto di dover aprire un tavolo di confronto con la Provincia e i Comuni di Cosenza e Rende per verificare le condizioni per la realizzazione della metrotramvia Cosenza-Rende-Unical, considerato che in precedenza erano state avanzate alcune osservazioni sul progetto. Il tavolo fu avviato e le osservazioni avanzate dai sindaci di Rende e Cosenza in merito al miglioramento del progetto furono recepite come orientamento da indicare all’impresa appaltatrice attraverso un documento. Furono avanzate e recepite, inoltre, anche alcune proposte di miglioramento complessivo della viabilità nei comuni di Cosenza e Rende che l’impresa ha totalmente accolto e fatte proprie. E’ stato raggiunto, quindi, un accordo fra le parti che è stato pubblicato sul Portale della Regione Calabria e che sarebbe stato e sarà approvato dagli organi di governo delle rispettive istituzioni”. “Vale la pena ricordare, a questo punto –ha aggiunto il Presidente della Giunta regionale- che nel corso di questi anni ci sono state diverse deliberazioni da parte dei consigli comunali di Cosenza e Rende che, all’unanimità, hanno deliberato la realizzazione della metropolitana. Nel 2013 furono avanzate alcune osservazioni da parte dei Comuni che furono poste a base della gara e recepite totalmente dalla impresa appaltatrice. Il progetto fu appaltato nel 2014, prima che io fossi eletto alla presidenza della Regione. Ne ho preso atto e, per quanto mi riguarda, non ho fatto altro che riallocare le risorse che erano andate perdute nella programmazione 2007-2013 e nella programmazione 2014-2020. Devo aggiungere, a tal proposito, che nel corso di questi anni è stato realizzato un altro investimento importante che riguarda il prolungamento della metropolitana in direzione del Savuto. C’è stato un appalto di undici milioni di euro che è stato reso possibile grazie alla sottoscrizione di un accordo di programma che ha visto il sindaco di Cosenza, insieme ai sindaci del Savuto e alla Regione protagonisti di questo importante atto. Naturalmente è chiaro che qualora non dovesse essere realizzata la metropolitana non avrebbe nessun senso realizzare un investimento per il quale c’è già stata una gara ancor prima che io assumessi la guida della Regione e la sottoscrizione del contratto con l’impresa appaltatrice”. “Ora -ha concluso il Presidente della Regione- siamo giunti alla decisione finale. Non c’è più tempo per discussioni e meline politiciste. Qualora il sindaco di Cosenza dovesse insistere nella volontà di non realizzare quest’opera e di non rispettare l’accordo che ha visto protagonisti sia il Comune di Cosenza che quello di Rende, non mi resterà altro da fare che prenderne atto e vedere sfumare con amarezza e con dispiacere un grande investimento, la realizzazione di opere importanti che, senz’altro, costituirebbero una grande opportunità per il futuro dell’intera area urbana e dell’Università della Calabria e un grande vettore di mobilità collegato alla più vasta mobilità che riguarda la provincia di Cosenza e l’intera regione”. Al termine dell’incontro tutte le parti sociali e datoriali presenti hanno rimarcato la necessità di non rinunciare assolutamente ad un intervento necessario e strategico non solo per lo sviluppo delle città di Cosenza e Rende, ma per il rilancio di un’area vasta che si estende dal Savuto a Montalto Uffugo. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato, inoltre, il fatto che alla metro sono collegati altri interventi che, seppure di valenza economica meno significativa, doterebbero l’area urbana cosentina di infrastrutture fondamentali per la mobilità. La somma totale investita ammonterebbe a circa 250 milioni di euro. Una somma che tutti gli intervenuti hanno valutato imperdibile. “Dopo aver già compromesso in precedenza i finanziamenti –è stato più volte ribadito nel corso dei vari interventi- non si può rischiare, ancora una volta, di far venire meno una leva di sviluppo fondamentale per l’intera area urbana cosentina e per l’intera regione”.

“Via via che passano i giorni e si avvicina la scadenza del 4 dicembre vedo crescere una forte attenzione nel merito di una riforma che io reputo necessaria alla vita del nostro Paese”. E’ quanto ha affermato, tra l’altro, il Presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo oggi pomeriggio alla manifestazione a sostegno del Si alla riforma costituzionale svoltasi presso l’auditorium “A.Guarasci” del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza a cui ha partecipato il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. “La ritengo necessaria -ha proseguito Oliverio- perché il cuore di questa riforma è un ordinato rapporto tra lo Stato e le Regioni, ovvero il superamento del Bicameralismo perfetto. Viviamo in un Paese in cui per portare a conclusione l’iter di una legge occorre impiegare, in media, 563 giorni. Questo non è più concepibile in un Paese che vuole stare al passo con l’Europa e con il mondo globalizzato e che vive in un contesto storico che richiede immediatezza e rapidità nelle risposte. Non è un caso che negli ultimi venti anni il ricorso al voto di fiducia si sia moltiplicato. E ciò mortifica il Parlamento e chi vuole rappresentare le istanze delle comunità.

Semplificare, quindi, è una necessità per la vita di un Paese che voglia stare in campo in un mondo globalizzato”. “Il secondo punto –ha aggiunto il presidente della Regione- riguarda il rapporto tra Stato e Regioni e la confusione che viene determinata dalla cosiddetta legislazione concorrente attraverso cui è difficile stabilire dove finisce la competenza della Regione e dove comincia quella dello Stato. L’80% del contenzioso che grava sulla Corte Costituzionale riguarda proprio questo malinteso rapporto. E’ necessario, quindi, un ordinamento diverso, attraverso cui stabilire con chiarezza dove e su quali materie c’è la competenza del primo rispetto alle seconde e viceversa. Finora ho ascoltato argomentazioni diverse nel variegato schieramento che sostiene il NO alla riforma, ma non ho ancora sentito uno solo mettere in discussione la necessità di superare il bicameralismo paritario che , lo ripeto, rimane il cuore di questa riforma. E anche rispetto a quelli che dicono che questa è una riforma confusa e che subito dopo il 4 dicembre, se dovesse prevalere il no, si metterà immediatamente mano ad un’altra proposta, più seria e condivisa, davvero credete che costoro possano avere l’interesse, la capacità e la stessa unità di intenti per sedersi intorno ad un tavolo e lavorare celermente ad una nuova proposta di riforma? Non prendiamoci in giro. Passeranno almeno altri venti anni prima che si arrivi ad una nuova proposta di riformare lo Stato”. “L’ultima cosa su cui voglio soffermarmi –ha detto, ancora, il presidente della Giunta regionale- è quella che riguarda l’uso distorto di un voto che non può essere utilizzato per bocciare un governo o una giunta regionale. Al centro della riforma c’è qualcosa che va ben aldilà di un governo o di una giunta regionale o, addirittura, di un congresso interno al Pd ed è l’interesse dell’Italia, il suo futuro.

Agli amici e ai compagni, anche a quelli del Pd che oggi sono schierati sul fronte del No, mi permetto di dire di riflettere sul fatto che qualora il No dovesse prevalere, anche con le percentuali che si agitano in questi giorni, il risultato sarebbe il frutto di un guazzabuglio, di un combinato/disposto sciagurato. Ecco perché dobbiamo utilizzare questi giorni che mancano alla data del 4 dicembre per sollecitare nei nostri concittadini una riflessione seria, onesta, nel merito, sul cuore di questa riforma. Nel corso della storia, quando gli italiani furono chiamati, attraverso il referendum, a scegliere tra repubblica e monarchia, ci fu una parte del Paese, il Sud, che andò contro corrente. In quel passaggio si accentuò il dualismo tra Nord e Sud perché il Mezzogiorno, rispetto al futuro che allora era rappresentato dalla scelta per la Repubblica, si schierò dalla parte sbagliata. In quel passaggio delicato e importante la città di Cosenza rappresentò un’avanguardia schierandosi dalla parte giusta”. “Io credo –ha concluso Oliverio- che anche questa volta, in questo nuovo passaggio storico per la vita del Paese, il Mezzogiorno e la Calabria ci staranno da protagonisti e dalla parte giusta, per riconquistare il peso e la considerazione che meritano Se lo faremo, se staremo dalla parte del cambiamento, conquisteremo maggiore forza e maggiore peso specifico. Sono sicuro che questa aspettativa non sarà delusa e che da questa parte del Paese e dalla Calabria verrà un contributo determinante per scrivere una pagina importante della storia e del futuro del nostro Paese”.

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